La Casa Natale di Giovanni Paolo II

Prezzi dei biglietti prenotazione biglietti prenotazione telefonica

Prenotazione biglietti

 

Ore di prenotazione:
9.00-13.00 da lunedì a venerdì
I biglietti possono essere prenotati non prima di tre mesi di anticipo

+48 33 823 35 65

 

+48 33 823 26 62

 

 

Finally, the powerduo for ipad is a combo pack including both the powerbock wall charger and the standard powerjolt car find cell phone location charger for $40

La giovinezza

Karol Józef Wojtyła (Giovanni Paolo II) è nato il 18 maggio 1920 a Wadowice, come figlio di Karol Wojtyła e di sua moglie Emilia, cognome da nubile Kaczorowska. L’atmosfera della sua casa di famiglia, i suoi dintorni e le persone vicine alla famiglia hanno fortemente influenzato lo sviluppo spirituale e intellettuale del futuro papa.

I GENITORI DI GIOVANNI PAOLO II

motyw_rodzice_ojciecKarol Wojtyla, il padre, naque il 18 luglio 1879 a Lipnik vicino a Bielsko, come figlio di Maciej e Anna. Frequentò la scuola elementare e tre classi di scola media. Dal 1900 prestò servizio militare nell’esercito austriaco, tra cui a Wadowice, Cracovia e Lvov. Nel 1904 sposò Emilia Kaczorowska. Da questo matrimonio nacquero tre figli: Edmund, Olga e Karol. Quando Polonia riacquistò la sua libertà, come tenente passò all’esercito polacco dove svolse il suo servizio fino al suo ritiro a causa di problemi di salute intorno al 1927. Come un uomo molto religioso, laborioso e coscienzioso, dopo la morte della moglie nel 1929, circondò il suo figlio minore Karol con particolare amore e con la cura e lo accompagnò nei suoi anni di scuola, e dal 1938 visse con lui a Cracovia. Morì il 18 febbraio 1941 e quattro giorni dopo fu sepolto al Cimitero Rakowicki a Cracovia.

„Avevo l’opportunità di osservare giorno dopo giorno la sua vita, una vita severa. Era un militare di professione e, quando diventò vedovo, la sua divenne ancor più una vita di preghiera. Mi capitava spesso di svegliarmi la notte e allora trovavo mio padre inginocchiato, come anche inginocchio lo vedevo sempre nella chiesa parrocchiale”
(Giovanni Paolo II, “Dono e mistero”, casa editrice św. Stanisław BM, Cracovia 1996).

motyw_rodzice_matkaEmilia Wojtyla, cognome da nubile Kaczorowska, naque il 26 marzo 1884 a Cracovia come la quinta figlia della famiglia di Feliks, sellaio di professione e di Maria. Aveva otto fratelli e sorelle. Conseguì un diploma presso la scuola monastica delle Suore del Divino Amore. Nel 1904 si sposò con Karol Wojtyla. Si occupava della casa e dei figli Edmund e Karol, la sua seconda figlia Olga morì poco dopo la sua nascita. Emilia era fragile di salute, morì il 13 aprile 1929, di miocardite e insufficienza renale. Fu sepolta nel cimitero parrocchiale di Wadowice, e le sue ceneri furono poi trasferiti al Cimitero Rakowicki a Cracovia.

“Ho perso mia madre ancora prima della Prima Comunione, all’età di 9 anni e perciò la ricordo meno di tutti altri e sono meno consapevole del suo contributo che ha dato alla mia educazione religiosa, ilquale era certamente enorme”
(Giovanni Paolo II, “Dono e mistero”, casa editrice św. Stanisław BM, Cracovia 1996).

IL FRATELLO DI GIOVANNI PAOLO II

motyw_obraz_1Edmund Antoni Wojtyła naque il 28 agosto 1906 come primo figlio di Karol e Emilia. Frequentò tra l’altro la scuola austriaca per i cadetti in Moravia e dal 1918 frequentò il ginnasio di Wadowice, dove nel 1924, diede l’esame di maturità. Negli anni 1924-1929, studiò presso la Facoltà di Medicina dell’Università Jagellonica di Cracovia. Il 29 marzo 1930 all’Università Jagellonica, difese la sua tesi di dottorato; a questo evento parteciparono anche suo padre e il suo fratello minore. Lavorò in un ospedale pediatrico a Cracovia, e dal 1 aprile 1931 nell’Ospedale Universale locale di Bielsko, dove morì il 4 dicembre 1932, dopo essere infettato dalla scarlattina.

“À Edmund, non gli è stato concesso di lavorare a lungo in questio ospedale. Lo so però, che Edmund era profondamente legato a questo posto e il suo lavoro con i pazienti trattava molto seriamente. Avevo questa sensazione quando andavo a trovarlo in ospedale e quando ne parlavamo. Nello spirito della missione medica non abbandonava gli sofferenti, anche quando lo stato di medicina di allora non era più in grado di prestare un’assistenza efficace. Poi, ha subito anche lui la malattia mortale. La sua morte anticipata ha lasciato un segno nel profondo del mio cuore, ma non solo nel mio, dato che il ricordo del suo comportamento Samaritano è sopravvissuto fino ad oggi. A settant’anni dopo la sua morte, lo ricordo sempre con amore fraterno, e affido la sua anima a Dio misericordioso.”
(Da una lettera al vescovo Tadeusz Rakoczy in occasione all’assegnazione del nome di Edmund Wojtyła all’ospedale di Bielsko-Biala, il Vaticano, il 18/06/2003)

LA VITA FAMIGLIARE DI  „LOLEK”

Il 20 giugno 1920 i genitori portarono il loro figlio di quattro mesi nella chiesa della Presentazione della Beata Vergine Maria, dove fu battezzato, ricevendo i nomi di: Karol Józef (Carlo, Giuseppe). Nel Libro di Battesimi del 1920, fu scritto in latino: “Karol Józef Wojtyla, figlio di Karol e Emilia Kaczorowska, nato il 18 maggio 1920, battezzato il 20 Giugno, 1920, il padrino e la madnina: Józef Kuczmierczyk e Maria Wiadrowska. Battezzato dal cappellano militare Franciszek Żak”. (Vol. IV, pagina 149, voce 671).

“Quando con il pensiero mi rivolgo indietro a guardare il lungo cammino della mia vita, considero come l’ambiente, la parrocchia, la mia famiglia, mi hanno condotto al fonte battesimale della chiesa di Wadowice, dove il 20 giugno 1920 mi fu concessa la grazia di divenire figlio di Dio, insieme alla fede nel mio Redentore. Questo fonte battesimale l’ho già baciato una volta solennemente nell’anno del Millennio del Battesimo della Polonia, quando ero arcivescovo di Cracovia. Oggi desidero baciarlo ancora una volta come Papa, successore di San Pietro”.
(Giovanni Paolo II, Wadowice, il 7 giugno 1979).

Piccolo Karol, chiamato dai suoi Lolek, già dall’infanzia era circondato dalla cura sensibile e dall’amore da parte dei suoi parenti.

È sempre vivo nei ricordi degli amici il personaggio di Emilia Wojtyła che diceva spesso con convinzione: “Vedrete, un giorno il mio Lolek diventerà un grande uomo”. L’amico d’infanzia affidabile di Karol era il suo fratello maggiore, Edmund. Un eccellente studente di medicina, e poi il medico, trovava sempre il tempo per fare le gite insieme a Lolek, per giocare insieme a calcio e per le loro conversazioni. Purtroppo, all’età di dodici anni Karol è rimasto solo con il padre, che ha cercato di educare il figlio per fargli diventare un buon uomo. Nella formazione della personalità di Karol, tre luoghi hanno svolto un ruolo importante: chiesa, scuola, teatro.

“Con affetto filiale bacio la soglia della mia casa natale, esprimendo alla Divina Provvidenza la gratitudine per il dono della vita trasmessomi dai miei cari Genitori, per il calore del nido di famiglia, per l’amore dei miei cari, che mi dava un senso di sicurezza e di forza, perfino quando si dovevano affrontare l’esperienza della morte e le fatiche della vita quotidiana in tempi inquieti.”
(Giovanni Paolo II,il 16 giugno 1999 Wadowice)

LA CHIESA

“Con profonda venerazione bacio anche la soglia della casa di Dio – della chiesa parrocchiale di Wadowice, e in essa il battistero, presso il quale sono stato innestato in Cristo ed accolto nella comunità della sua Chiesa. In questo tempio mi accostai alla prima confessione e alla S. Comunione. Qui fui chierichetto. Qui resi grazie a Dio per il dono del sacerdozio e – già come arcivescovo di Kraków – qui vissi il mio giubileo del 25° di sacerdozio. Quanto bene, quante grazie portai via da questo tempio e da questa comunità parrocchiale, lo sa soltanto colui che è Datore di ogni grazia. A Lui, Dio uno e trino, rendo oggi gloria sulla soglia di questa chiesa.”
(Giovanni Paolo II, Wadowice, il giugno 1999)

La chiesa parrocchiale di Wadowice, vicino alla quale nacque e visse Karol Wojtyła, costituiva un luogo importante nella sua vita. Fin da piccolo Lolek volentieri partecipava alla santa Messa e alle devozioni. Nel suo servizio d’accolito (di ministrante) all’altare, lo incoraggiavano i sacerdoti catechisti, lo mobilizzavano i genitori, soprattutto suo padre.

“Verso i dieci o dodici anni, ero chierichetto, ma non molto assiduo né molto diligente. Mia mamma già non c’era più… Fu mio padre che, essendosi accorto della mia negligenza, mi chiamò e, con un atteggiamento estremamente serio mi disse: „Tu non sei un bravo chierichetto. Tu non preghi abbastanza lo Spirito Santo per avere i suoi sette doni, devi pregarlo”. E mi mostrò una preghiera per ottenere questi doni. Non l’ho più dimenticata. Anzi dopo quell’incontro, ho preso a recitarla tutte le mattine. Fu una vera lezione di vita per me, più forte e più durevole di tutte quelle che ho potuto ricavare in seguito dalle letture e dagli insegnamenti che ho ricevuto da altri. Mi ricordo la convinzione con la quale mi parlava mio padre. Ancora oggi riesco a sentire la sua voce”. (Andre Frossard „ Ritratto di Giovanni Paolo II”)
Lo formarono i sacerdoti che erano i suoi catechisti, quelli che avevano cura dei ministranti e le persone coinvolte nella Congregazione Mariana, tra cui Padre Kazimierz Figlewicz, o Padre Edward Zacher.

„Umanamente desidero esprimere i sentimenti della mia profonda gratitudine al reverendissimo Monsignore Edward Zacher, che fu il mio professore di religione nel ginnasio di Wadowice, e che poi tenne il discorso per la mia prima messa, durante le prime celebrazioni come vescovo, come arcivescovo e come cardinale, qui, nella chiesa di Wadowice, e infine ha parlato anche oggi in occasione di questa nuova tappa della mia vita, che non si può spiegare se non con la incommensurabile misericordia divina e con la straordinaria protezione della Madre di Dio. ”. (Giovanni Paolo II, Wadowice, il 7 giugno 1979)
Ai padri carmelitani scalzi di Górka dovette l’onore di Nostra Signora del Monte Carmelo.

kosciol-kw„Come nella mia giovinezza, mi reco in spirito a quel luogo di particolare culto della Beata Vergine del Monte Carmelo, che esercitava un’influenza così grande sulla spiritualità della Terra di Wadowice. Io stesso ricevetti in quel luogo numerose grazie, di cui oggi esprimo riconoscenza al Signore.”

„Lo scapolare, lo porto tuttora, così come io lo ricevetti dai padri carmelitani scalzi di Górka di Wadowice, essendo un adolescente”.
(Giovanni Paolo II, Wadowice, il 16 giugno 1999)

Gli anni della sua infanzia furono segnati anche dal contatto con le Suore di Nazareth, che gestivano un orfanotrofio per i bambini a Wadowice, il quale del resto frequentava il piccolo Lolek .

“Ai miei tempi c’erano solo le Suore di Nazareth; le andavo a trovare all’età in cui tutti ti chiamano ancora “piccolo”.”
(Giovanni Paolo II, Wadowice, il 16 giugno 1999).

Suo padre invece, risvegliò in Karol l’amore per Kalwaria Zebrzydowska ed i suoi sentieri. Tutto quello formò la sua vita futura.

LA SCUOLA
Nel 1926, Karol varcò la soglia della scuola pubblica di quattro classi. La sua classe era molto numerosa, perché ci studiavano più di sessanta studenti. I ragazzi imparavano la lingua polacca, la religione, l’aritmetica, il canto e il disegno, il lavoro manuale e la ginnastica. I suoi colleghi ricordavano Lolek come studente di talento e buon amico. Li aiutava volentieri nello studio. Completò la scuola elementare con lode.

Nel 1930, Karol iniziò i suoi studi nel ginnasio di otto classe, intitolato a Marcin Wadowita, che si trovava in via Mickiewicza 16 (precedentemente, la via Wiedeńska). Sulla sua parete si poteva leggere un vecchio motto eloquente del poeta romano Albius Tibullus: Casta placent superis, pura cum veste venite, et manibus puris sumite fontis aquam. (Quello ch’è puro piace all’Altissimo, Venite con una veste pura ed attingete l’acqua alla fonte con mani pulite). Carlo approfondì il suo interesse per le discipline umanistiche; le sue materie preferite, oltre alla lingua polacca erano il latino, il greco e la religione. Era uno studente diligente, cercava di aiutare nello studio i colleghi più deboli.

Il 27 maggio 1938 completò il ginnasio, superando l’esame di maturità.

“Desidero ringraziare Wadowice per quelle scuole dalle quali ho ricevuto tanta luce, sia da quella elementare, e poi dal magnifico ginnasio di Wadowice intitolato a Marcin Wadowita”. (Giovanni Paolo II, Wadowice, il 14 agosto 1991).

szkola“Con il pensiero e con il cuore ritorno ai miei coetanei, compagni e compagne di scuola, a quelli dei tempi della scuola elementare e forse ancora di più a quelli dei tempi del ginnasio, perché gli anni passati al ginnasio erano più lunghi. Io appartenevo ancora a quella generazione che frequentava il ginnasio per otto anni. Insieme a questi miei coetani ritorno ai nostri genitori, ai maestri e professori. Pochi di loro sono ancora in vita. Alcuni dei miei coetanei, soprattutto quelli con cui ho dato l’esame di maturità, nel 1938 (…)”
Giovanni Paolo II, Wadowice, il 7 giugno 1979

IL TEATRO

Il parde di Karol gli faceva conoscere la letteratura polacca, quando Karol era ancora bambino. La formazione scolastica gli permise di conoscere e immergersi direttamente nella letteratura classica nazionale e quella mondiale. Come studente di ginnasio, interpretò un ruolo nell’Antigone, Balladyna e La Commedia Non Divina. Tuttavia, un modo irrepetibile di declamare poesie o altri testi gli trasferì Mieczyslaw Kotlarczyk.

In questa via (via Mickiewicza) si trova un ginnasio intitolato a Marcin Wadowita, il cui studente ero per otto anni. Prima però, ero uno studente di scuola elementare pubblica, qui in questo edificio, dove adesso si trova il comune. Poi, continuavo i miei studi al ginnasio, e dal ginnasio si andava a “Sokół” a fare ginnastica. Si andava anche a “Sokół” a fare teatro. Mi ricordo Mieczysław Kotlarczyk, il grande fondatore del teatro di parola, mi ricordo i miei amici ed le mie amiche di Wadowice, Halina Królikiewiczówna – Kwiatkowska. Mi ricordo anche Zbyszek Siłkowski, che non c’è più, nella casa che apparteneva alla famiglia Homme. Tanti ricordi. In ogni caso, in questa città, a Wadowice, è iniziato tutto. È iniziata la vita, è iniziata la scuola, sono iniziati gli studi, è iniziato il teatro, è iniziato il sacerdozio” (Giovanni Paolo II, Wadowice, il 16 giugno 1999).
wadowice-sokolQuando eravamo in quinta classe di ginnasio, facemmo l’interpretazione dell’Antigone di Sofocle. [Antigone – Halina, Ismena – Kazia, Dio mio!]. Ed io interpretavo Haimon. “O mia compagna, o mia sorella, Ismene, sai tu quale dei mali che provengono da Èdipo, Giove sopra noi non compia, mentre siamo ancor vive?”. Mi lo ricordo tuttora. E voi fate sempre teatro, avete un teatro amatoriale a “Sokół”? Quello lì era eccellente. (Giovanni Paolo II, Wadowice, il 16 giugno 1999).
Nel 1938, Karol Wojtyla lasciò Wadowice insieme a suo padre; si recò a Cracovia a studiare la lingua e le lettere polacche.

 

How to be an annoying author https://essaysreasy.online/ irksome traits of promoting writers