La Casa Natale di Giovanni Paolo II

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HABEMUS PAPAM

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„Dominus adest et vocat Te”  („Il Signore è qui e ti chiama”) –  ha detto il cardinale belga, Maximilien de Furstenberg al cardinale Wojtyla nel terzo giorno del conclave, quando i voti elettorali cominciarono a spostarsi a suo favore. Il 16 ottobre 1978 alle 17.20, il Cardinale Karol Wojtyła fu eletto 264esimo Papa, al quarto scrutinio quel giorno. Fu il primo Papa non italiano a salire dopo 455 anni sul trono di Pietro. Inoltre è venuto dall’Europa centro-orientale, separata dal mondo libero dietro la metaforica „cortina di ferro”. La fumata bianca è apparsa dal comignolo sopra al tetto della Cappella Sistina alle ore 18.18, e alle 18.44 la folla in Piazza San Pietro ha salutato il nuovo Papa.

Fu eletto con 99 voti su 111. Gli elettori hanno votato Wojtyła, apprezzando la sua capacità di guidare la Chiesa di Cracovia nel caos post-conciliare e sotto la pressione dell’ideologia comunista. Hanno scelto il cardinale con esperienza pastorale, che è venuto da „un paese lontano” – come ha detto di se stesso Giovanni Paolo II nelle sue prime parole pronunciate ai fedeli alla Piazza di San Pietro. La fumata bianca è apparsa dal comignolo sopra al tetto della Cappella Sistina alle ore 18.18, e alle 18.44 la folla in Piazza San Pietro ha salutato il nuovo Papa.

Nei giorni successivi, Giovanni Paolo II ha definito le priorità del suo pontificato: l’attuazione degli insegnamenti del Concilio Vaticano II, promuovere l’unità dei cristiani e contribuire a promuovere la pace e la giustizia tra i popoli. Le parole pronunciate durante la Messa inaugurale il 22 ottobre 1978: „Non abbiate paura (…) Spalancate le porte a Cristo” sono diventate „chiave” nei 27 anni del suo pontificato.